LA VERITA’ NEGATA

CINEMA ROMA SEREGNO
Da Martedì 24 a Giovedì 26 Gennaio
orario spettacoli: Martedì e Mercoledì ore 21,30 - Giovedì ore 16,00 e 21,30
LA VERITA’ NEGATA
Un film di Mick Jackson. Con Rachel Weisz, Tom Wilkinson, Timothy Spall, Andrew Scott, Jack Lowden. Biografico, durata 110 min. – Gran Bretagna 2016.

1994. Ispirato a una vicenda realmente accaduta e al best-seller scritto da Deborah E. Lipstadt, racconta la battaglia legale dell’autrice contro David Irving che la accusò di diffamazione quando lei lo definì un negazionista dell’Olocausto. Lipstadt e la sua squadra legale furono pertanto costretti a provare che l’Olocausto era realmente accaduto e che Irving aveva manipolato i dati per far scomparire la Storia.
Si può negare l’esistenza dell’Olocausto? Oggi sarebbe una follia, eppure alcuni sembrano non volerci credere. Si parla di eminenti studiosi, illustri letterati, che hanno dedicato un’intera esistenza a salvare l’onore di Adolf Hitler. Le deportazioni sono solo menzogne, figlie di una cospirazione mondiale ideata dagli ebrei: tali parole non si possono leggere, e neanche ascoltare. Ma a settant’anni dalla fine della Seconda Guerra Mondiale, le bufale salgono ancora in cattedra, e bisogna lottare per non cancellare la tragedia.
Un elogio e tanta riconoscenza vanno perciò a Deborah Lipstadt, professoressa di studi ebraici moderni e dell’Olocausto all’università di Atlanta, che non si è tirata indietro dopo una pesante accusa di diffamazione. In seguito alla pubblicazione di Denying the Holocaust: The Growing Assault on Truth and Memory, David Irving, il più cocciuto negazionista britannico, l’ha trascinata in tribunale: non accettava le condanne della Lipstadt sul suo lavoro, e al processo ha deciso di difendersi da solo, per una malsana necessità di mettersi in mostra. Il verdetto è consegnato alla Storia, e ancora una volta l’ignoranza non ha trovato un terreno fertile per mettere radici.
La verità negata è un film con una storia solida alle spalle ma con un andamento un po’ piatto e prevedibile. L’indignazione sostiene i primi quaranta minuti, poi il racconto s’indebolisce, e un tema di forte impatto si perde tra arringhe convenzionali e dialoghi artificiosi. La Lipstadt, interpretata da Rachel Weisz, è l’unico personaggio che mostra qualche turbamento, mentre gli avvocati si muovono in tribunale come macchine bloccate nel traffico.

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