LA MIA VITA DA ZUCCHINA – FAVOLANDO

FAVOLANDO rassegna di cinema d'animazione per bambini e Laboratori di manipolazione creativa.
DOMENICA 5 Marzo 2017 ore 16,00
Prima e dopo la proiezione laboratorio gratuito LA MAGIA DEL CINEMA: lo scatolone mangiabimbi! Grazie ad uno scatolone che inghiotte i bimbi uno dopo l’altro, scopriremo che gli effetti speciali sono sempre esistiti.
Prima dell’inizio del film verranno effettuate le riprese e dopo la proiezione verrà proiettato su grande schermo il filmato realizzato. Si consiglia pertanto di arrivare tra le 15.00 e le 15.30.
Intero € 5,00 – Ridotto (residenti, under10, over65) € 4,00

LA MIA VITA DA ZUCCHINA

Un film di Claude Barras. Animazione, durata 66 min. - Svizzera, Francia 2016.
Zucchino non è un ortaggio ma un bambino (il cui vero nome era Icaro) che pensa di essersi ritrovato solo al mondo quando muore sua madre. Non sa che incontrerà dei nuovi amici nell'istituto per bambini abbandonati in cui viene accolto da Simon, Ahmed, Jujube, Alice e Béatrice. Hanno tutti delle storie di sofferenza alle spalle e possono essere sia scostanti che teneri. C'è poi Camille che in lui suscita un'attenzione diversa. Se si hanno dieci anni, degli amici e si scopre l'amore forse la vita può presentarsi in modo diverso rispetto alle attese.
Ci sono dei film (rarissimi) capaci di infrangere una serie di tabù (anche della categoria del politically correct) consapevoli di avere dalla propria parte uno sguardo carico di quell'umanità profonda che rivela un'altrettanto profonda e partecipe conoscenza dei soggetti portati sullo schermo. Il film ha trovato il proprio punto di partenza nel libro "Autobiographie de une Courgette" ma è Céline Sciamma, al suo top nella scrittura, che ha saputo fornirgli il giusto equilibrio tra dramma, commozione e speranza.
Perché ci viene ricordato quanto sia intensa la sofferenza di un bambino che vive una condizione familiare disastrata (la mamma di Zucchino era alcolizzata e lui conserva di lei come ricordo una lattina di birra vuota ma i suoi compagni non hanno vissuto meglio). Ci dice però anche che si può sfuggire allo stereotipo cinicamente pessimista secondo il quale 'tutti' gli istituti per minori sono luoghi di detenzione in cui trascorrere mesi o anni in cui i soprusi sono pane quotidiano. Non è così per Zucchino e i suoi amici anche se la speranza di trovare una possibilità di vita al di fuori resta non può venire a mancare.

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