C'era una volta un mugnaio che lasciò in eredità ai suoi figli solo il mulino, un asino ed un gatto. Il figlio maggiore ebbe il mulino, il secondo l'asino e il più giovane solamente il gatto. Quest'ultimo non sapeva darsi pace per avere una parte così misera dell'eredità e si lamentava, oltre che della fame anche per la triste sorte. Allora il gatto prese a parlare e gli disse: “Non disperarti. Trovami un sacco, un paio di stivali per camminare in mezzo ai boschi e ti farò vedere che la sorte non è stata tanto cattiva con te quanto tu credi...”

E’ la vigilia di Natale, due fratelli, Musa e Mino si trovano a vivere per strada. Attendono il ritorno dei loro genitori, costretti a nascondersi e a sopravvivere alle insidie della società che li circonda.
E’ un mondo che non li considera, che li emargina, che non vuole vedere. È una vita faticosa, senza protezione e ripari, è la legge della strada , crudele e spietata… dove è difficile rimanere puri e puliti. Mino, il fratello maggiore, si prende cura della sorellina Musa; un rapporto difficile dove lui stesso non riesce più a distinguere il suo ruolo di fratello da quello di padre. Cercando di trasmetterle i principi, i valori e l’educazione che a sua volta aveva ricevuto dalla famiglia, con gli strumenti che solo un adolescente può avere, la complicità, il gioco e la leggerezza, l’ aiuterà a sopravvivere, facendo così dell’arte di arrangiarsi una virtù. In questa società “dell’apparenza” riusciranno a non vergognarsi della loro condizione, e a guardare tutti a testa alta senza perdere mai  il sorriso.

Malinconie e melodie francesi tra '800 e '900 

Un recital su poemi e musiche appartenenti alla tradizione culturale francese che percorre un lasso di tempo compreso tra il 1800 e la seconda metà del 1900. Attraverso temi quali l’amore, lo scorrere del tempo, l’impalpabilità delle sensazioni, l’abbandono, la ricerca di se stessi, si accosterà il realismo al movimento bohemién; la leggerezza delle musiche delle chanteuses ai marcati drammi descritti dagli chansonniers, in una cornice nella quale le melodie di E. Satie e di C. Debussy fanno da sfondo appena accennato.

150 anni di storie italiane nella musica e nella canzone
 

Come raccontare in un recital musicale 150 anni di storie italiane? Lo spunto nasce dalle infinite vicende piccole o grandi che da sempre hanno influenzato e caratterizzato la vita sociale, politica e culturale del popolo italiano; dal desiderio dei patrioti di cacciare gli invasori asburgici, alla tragica presa di Gorizia del 1916, alla tragedia delle Leggi razziali, allo smarrimento degli ultimi istanti di vita del Duce; dalle rivendicazioni patriottiche dei partigiani allo sgomento della strage della Loggia a Brescia del 1974 fino allo scoppio dello scandalo di tangentopoli.

L'opera da tre soldi , rappresentata per la prima volta a Berlino nel 1928, è una rielaborazione del Beggar's Opera di John Gay. Rappresenta il mondo dei gangster e dei derelitti, con intenzione provocatoria nei riguardi del pubblico borghese, che avrebbe dovuto scandalizzarsi di fronte all'ambiente, i personaggi e il loro linguaggio.

“(Ri)tratti di Madri” è un percorso che si snoda attraverso l’interpretazione
di poesie e canzoni con un unico denominatore: la figura della madre.
Per il vincolo forte che ciascuno di noi ha con la propria madre e che
ogni madre ha con i propri figli, i poeti hanno da sempre scritto di questo
argomento.

Attraverso canzoni, filastrocche, una divertente ambientazione musicale
e narrativa, i bambini entrano nel mondo incantato delle fiabe e dei
racconti di Natale.

Gli autori hanno deciso di contaminare musica e
teatro d’attore e di narrazione per dar vita ad uno spettacolo divertente
e poetico, con l’intento di far riassaporare la magica atmosfera di tempi
lontani, quando alla vigilia di Natale i nonni raccontavano storie ai
loro nipotini, intorno al fuoco del camino...

“Al centro di un giardino c’era una vasca larga e molto bella: era piastrellata
in turchese e attraverso un piccolo canale di pietra, vi penetrava
di continuo acqua...acqua...sempre fresca”.

Nel silenzio di un bosco, lontano nel tempo, si narra la vicenda del rapporto
tra un merlo petulante e un rosso e tondo rapanello. Tra gare di
canto, salvataggi e lezioni di volo si racconta una favola moderna che
fa riflettere su come anche un rozzo e vanitoso “uccellaccio” può trovare
un giorno la sua ora “magica” diventando un eroico protagonista.

COS'E' DIVERSO, COS'E' NORMALE? 

La “diversità” è un concetto ambivalente, che da un lato suscita mistero e timore, dall’altro curiosità e fascino. La diversità talvolta provoca un senso di rifiuto ma allo stesso tempo può essere adottata come vera e propria filosofia di vita, accompagnata dal bisogno di qualcosa di “diverso” per poter mettere sé stessi a confronto con “l’altro” e poter così arricchirsi delle differenze altrui.